Report - Gli affari della congregazione dei frati

"Ancora un ospedale in crisi, stavolta però non c'è di mezzo un don, ma i frati".

Così ha esordito ieri Milena Gabanelli nell'inchiesta di Report sulla Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, ai vertici della gestione di diversi istituti sanitari e di ricerca tra cui l'IDI (Istituto Dermopatico dell'Immacolata di Roma, tra i più importanti istituti dermatologici d'Italia) e legati anche alle vicende dell'istituto di ricerca sui farmaci anti-tumorali Nerviano Medical Sciences, nel comune di Nerviano, alla periferia nord-occidentale di Milano.

L'Idi romano è salito alla ribalta della stampa nazionale per i recenti mancati pagamenti ai 1'500 dipendenti e la scarsa efficienza e trasparenza dell'istituto. Tutto ciò nonostante l'istituto sia convenzionato ASL e riceva annualmente da Regione e Stato circa 77 milioni di euro di rimborsi, 2 milioni e mezzo di finanziamenti per la ricerca sulla salute, oltre 150'000 euro di 5 x mille, senza contare i 9 milioni assegnati nel 2011 dal Ministero dell'Istruzione. Con un incasso giornaliero di oltre 50'000 euro per le diverse prestazioni erogate. Il tutto sotto il profilo no-profit mantenuto dalla concgrega di frati, che nel frattempo pare abbia "rosicchiato tempo alla preghiera per mettersi dentro agli affari", facendo acquisti molto onerosi evidenziati da fatture dalle cifre ben poco francescane.

 

Il caso del Nerviano Medical Sciences è una storia di investimenti rischiosi, enormi debiti accumulati e cessioni alla pubblica amministrazione nel momento del disastro finanziario (nel video a partire dal minuto 8). L'istituto di Nerviano, di proprietà della multinazionale farmaceutica Pzifer, è stato acquistato simbolicamente per 10€ nel 2004 dalla Congrega, con annesso un fondo per gestirne le iniziali difficoltà di risanamento economico. La congrega tuttavia non riesce a risllevare la struttura, anche dopo averci investito grandi somme provenienti dai fondi dell'Idi (che ora non riesce a pagare nemmeno i dipendenti e gli strumenti ambulatoriali).

Nel 2011 l'istituto è in bruttissime acque perciò, con annessi i suoi 180 milioni di euro di debiti e una perdita annuale di oltre 30 milioni, viene ceduto alla Regione Lombardia. Ma, nonostante tutte le evidenze normative per cui i debiti di un'azienda vengono ceduti assieme alla proprietà, a dire di Formigoni "la Regione Lombardia non mette un euro". Un altro inspiegabile miracolo da attribuire al presidente Formigoni-Gesù?

 

Ma le avventure dei Figli dell'Immacolata Concezione non si fermano qui: si parla anche di investimenti e imprese per inceneritori di rifiuti speciali, grandi centri benessere, consulenti che hanno partecipato alla Gladio (organizzazione armata eversiva e segreta nata con la guerra fredda), associazioni umanitarie fittizie in Congo. Per tutte le altre, rimandiamo al video podcast di Report.

Come dice Milena Gabanelli: "Questo [ospedale] è gestito dai frati e sulla carta dovrebbe svolgere attività non profit, e riceve cospicui finanziamenti. [...] E' un po’ difficile capire quando un frate, con i soldi dell’ospedale, si mette a parlare di rischi d’impresa per una Spa, ...".

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