Via libera alla moschea di Cascina Gobba

Da qualche giorno la moschea di Cascina Gobba, fino ad ora moschea "non autorizzata", ha ricevuto il via libera dal Comune di Milano per un riconoscimento pubblico e legale, a seguito del sopralluogo del vicesindaco Maria Grazia Guida nell'ex-edificio Enel di via Padova, 366 che ha ospitato finora le preghiere.

Più che soddisfatta la reazione del presidente dell'organizzazione Al Waqf Al Islam, che gestisce la nuova moschea, diretta dal medico siriano Mohamed Maher Kabakebbji, e dei suoi collaboratori, tra cui l'Imam algerino Tchina: «Facciamo attività di preghiera, ma anche culturali, rivolte ai nostri fedeli, ma anche ai non credenti, ai musulmani e a tutti i milanesi. In particolare, corsi di lingua araba e italiana per donne, giovani e bambini. E tutte le nostre iniziative sono bilingui perché ci rivolgiamo a chi parla l’arabo ma anche a fedeli di altre comunità. L’italiano è la lingua comune».

Moschea di SegrateIl vicesindaco ha evidenziato la sua volontà di aiutare "chi lo merita a mettersi a norma con gli spazi d’accoglienza e di preghiera. Questo vale per l’Islam come per le altre fedi". La comunità islamica italiana, in particolare, conta solo due moschee ufficiali, una a Roma ed una più piccola a Segrate (MI).

Riccardo De Corato, ex-vicesindaco della giunta Moratti, ha però sottolineato la questione di eventuali aiuti di tipo economico: «Non possono essere spesi fondi pubblici per enti privati, nemmeno per costruire allacciamenti fognari o elettrici. Devono pagare tutto di tasca loro», minacciando di ricorrere alla Corte dei Conti in caso di abuso del Comune.

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