CONTRO!

A  seguito delle vicende legate allo spettacolo "Sul Concetto di volto nel figlio di Dio" (vedi le relative Ultimissime), di Romeo Castellucci, in programmazione dal 24 al 28 gennaio al teatro Franco Parenti di Milano, il Circolo UAAR di Milano ha preso una posizione precisa, sintetizzata nel comunicato ufficiale riportato a seguire.
 
 
«In merito allo spettacolo "Sul Concetto di volto nel figlio di Dio" di Romeo Castellucci, per il quale gli organizzatori hanno ricevuto minacce di morte volte alla cancellazione della rappresentazione in cartellone, e in risposta alla Lettera aperta alle Autorità religiose e civili della città di Milano, l’UAAR vuole ribadire con forza il suo sostegno alla libertà di espressione, quand’anche dovesse, secondo il parere di alcuni, giungere alla blasfemia.

Infatti, sebbene credenti e non credenti non condividano il sentimento religioso, e l’ateo, di fronte alla blasfemia, possa anche passare non curante, oppure, divertito dalla “dissacrazione”, possa simpatizzare con le ragioni di ribellione che spingono alla blasfemia, di fronte all'offesa gratuita non può che restare critico. Critica, non censura.

Così atei e credenti possono condividere entrambi il rispetto per la libertà altrui, come dimostra l’esistenza della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, di cui siamo parte insieme ad associazioni di credenti, poiché ciò che ci accomuna, se laici, è lo sdegno per la privazione della libertà di espressione e la volontà di protesta, contro ogni forma di violenza minacciata, contro ogni coercizione e restrizione delle libertà altrui, convinti che credere in Dio non significhi essere privi di ragione, come essere ateo non significhi vivere senza regole e senza il rispetto dell’altro.
 
Pertanto vogliamo esprimere la Nostra ferma solidarietà a all’autore dell’opera e ad Andrée Shammah.»

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