Celibato, sessualità, abusi... e licenziamenti

CatholicChurchAbuseScandalGraffitiPortugal2011Dopo anni di abusi su di una minorenne Don Marco Mangiacasale, economo della diocesi di Como, è stato accusato della violenza dalla coraggiosa vittima - ancora minorenne - e ha ammesso la propria colpevolezza, chiedendo aiuto per superare il suo problema di "affettività anomala". Stravagante definizione riportata anche dal legale del sacerdote, Renato Papa, che ha cercato di limitare la portata della vicenda: «Cercheremo di chiarire come i fatti non si siano svolti in un contesto di violenza, ma di affettività anomala».

Il sacerdote è stato licenziato dalla diocesi di Como.

 

"Licenziato" dalla curia lo era stato anche Don Mario Bonfanti, prete brianzolo di Perego (MB), ma per motivi ben diversi. La curia di Milano infatti non aveva gradito le posizioni pubbliche del sacerdote a favore delle unioni omosessuali e della concessione dei sacramenti ai divorziati, lasciando scadere la convenzione che lo vedeva trasferito dalla sua ufficiale sede sarda di Ales Terralba alla parrocchia brianzola nei pressi di Merate.

In particolare pare che ad aver scatenato tutto ciò sia stata la sua condivisione su Facebook di un appello dell'associazione internazionale Amnesty International così intitolato: "Ogni giorno, anche in Europa, alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate viene negato il diritto alla libertà di espressione, di riunione e di manifestazione", così commentato dal sacerdote sul social network: "Purtroppo questo capita anche in Italia... specie nella Chiesa".

Don Mario si è dunque espresso sempre tramite Facebook anche sulla vicenda degli abusi del suo collega comasco Don Marco Mangiacasale, sottolineando, oltre al suo desolamento e sconcerto, i suoi forti dubbi "sulla formazione dei candidati al sacerdozio e anche sul celibato dei preti".

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