Carta dei diritti del malato e disposizioni anticipate di trattamento

Sempre più voci si fanno sentire a favore della Carta dei Diritti dei Cittadini Malati proposta dall'Assessore alle Politiche sociali e cultura della salute del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino.

Tra i primi c'è sicuramente la comunità valdese, che già dal 2009 ha aperto uno sportello gratuito per la registrazione delle DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento), di cui hanno usufruito oltre 800 cittadini, e che lo definisce "un chiaro segnale di interesse per questo argomento che riguarda gli aspetti fondamentali dell'autodeterminazione della persona. Molti anche le sorelle e i fratelli cattolici che depositano il loro testamento biologico presso di noi."
Così continua il comunicato:
"Il nostro servizio è sempre a disposizione, ma riteniamo che non le chiese, bensì le istituzioni dovrebbero garantire questo diritto. Per questo motivo la nostra chiesa sostiene tutte le iniziative volte a chiedere al Consiglio Comunale di istituire un registro per il testamento biologico. 

Lo consideriamo non solo un segnale concreto per i cittadini e le cittadine di ogni opinione, credo e appartenenza, ma anche, al contempo, una risposta cristiana evangelica alla domanda sulla dignità della vita e del fine vita e una testimonianza di laicità a chi chiede a gran voce che non vengano imposte terapie di Stato."

E tra i primi vi è stata anche la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni - di cui fa parte anche il Circolo Uaar di Milano - che già nel 2011 aveva scritto una lettera aperta ai canditati per le elezioni comunali, poi aveva espresso vivo apprezzamento per la proposta di Majorino e che ora sottolinea con il comunicato stampa che riportiamo a seguire.

Le Disposizioni Anticipate di Trattamento: un diritto del cittadino, un dovere delle istituzioni

Ogni cittadino ha il diritto di decidere se, quando, come e quanto curarsi, e la dignità personale ha il solo limite del diritto altrui.

Doverosamente informato dal medico, il cittadino dispone liberamente, anche di affrontare la morte, se lo ritiene esercitando un diritto previsto dalla Costituzione; questo diritto non deve essere negato nel momento in cui la persona perde la capacità di intendere e comunicare: ecco la ragione per le Disposizioni Anticipate di Trattamento, o come si usa dire per il Testamento Biologico, così da garantite il rispetto della volontà anche nel momento di maggior debolezza della persona.

Ed infatti decine di migliaia di cittadini hanno già disposto in tal senso; a Milano, molti hanno depositato le loro volontà presso la Chiesa Valdese.

6.000 milanesi hanno sottoscritto l’ iniziativa di delibera comunale formulata dal Comitato IO SCELGO, e altrettanti la raccolta di firme proposta dall’Associazione radicale “Certi Diritti” positivamente è stata accolta la notizia dell’ inserimento di questo tema nella Carta dei Diritti del Malato proposta dall’ assessore Maiorino.

Facciamo appello a tutti i consiglieri comunali affinché Milano , come già altri cento comuni, si doti di uno strumento offerto dalle  istituzioni per garantire l’ effettività del diritto di ciascuno di noi.

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