Mulierēs illae

Il cittadino del lodigiano e del sud milano del 07.v.2011 ci informa che monsignor Gabriele Bernardelli ha trattato il tema della dignità della donna al Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia. Partendo dall'analisi dell'enciclica Mulieris Dignitatem, egli afferma:

La donna entra nella struttura stessa del cristianesimo, fin dalle origini, e la sua posizione è così rilevante da non aver avuto ancora modo di esprimere tutte le proprie potenzialità.


Vorremmo far notare la particolarissima nonché illuminante strutturazione della frase. Ammesso e nient'affatto concesso che la posizione della donna sia «così rilevante», e che lo sia «fin dalle origini», i problemi sarebbero due:

  1. la situazione attuale è ancora lontana dall'ottimo — come se duemila anni di tempo non siano stati sufficienti;
  2. la colpa sembra essere delle donne che non sono riuscite ad esprimere tutte le proprie potenzialità».

Altamente opinabile è anche l'idea che sia «giusto sottolineare con forza che la religione cristiana è l’unica ad avere dato dignità alla donna».

L'ideale della complementarietà, secondo la quale «la donna possiede dei valori aggiunti di sensibilità, di capacità di vivere per il suo sposo», appiattisce inevitabilmente la ricchezza e la diversità dell'esperienza femminile, incastrandola a forza in un dogma preconfezionato.

Chi fosse interessato ad un approccio più scientifico alla questione può ad esempio riguardare le lezioni del corso di Studi di generi organizzato dal circolo di Milano all'interno dell'Università dell'Età della Ragione.

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