Discriminati e contenti

Notizia riportata in sordina ma che attualizza ciò che da tempo andiamo dicendo...Troviamo disciminazioni e ne denunciamo in ogni occasione, ma spesso veniamo tacciati di essere troppo severi nelle critiche.

Quando anche i tribunali poi attestano l'evidenza ecco crollare il sistema, fino alla prossima volta, soldi pubblici elargiti con troppa disinvoltura a strutture private e metà di una sola confessione religiosa (18.000 scuole paritarie presenti sul territorio nazionale di cui il 73 % sono religiose).

E a chi ribatte che in queste scuole si garantisce un istruzione dove prevale la libertà di scelta educativa e per il pluralismo educativo, la risposta è il ricatto che subiscono gli insegnanti di queste scuole.

Per approfondire...link e link

Presentazione de "Noi donne di Teheran"

GIOVEDÌ 20 MARZO, ORE 18.00 Galleria San fedele - Via U. Hoepli 3a MIlano

FARIAN SABAHI presenta i suoi ultimi libri "Noi donne di Teheran" e "Il mio esilio". Shirin Ebadi con Farian Sabahi". Intervengono, oltre all'Autrice:

LUIGI IPPOLITO, caporedattore Esteri de Il Corriere della Sera
MARTA DASSU', direttore _Aspen Institute_

"Noi donne di Teheran" è uscito per la collana i Corsivi de Il Corriere della Sera. Scritto e interpretato da Farian Sabahi, 'Noi donne di Teheran' è un racconto - in prima persona femminile - sulle origini della capitale iraniana e sulle sue contraddizioni, sui diritti delle minoranze religiose e delle donne. Donne protagoniste in vari ambiti, sport inclusi, anche se troppo spesso sono state un tassello nella propaganda di regime. Un reading animato dai versi dei grandi poeti persiani e da una buona dose di ironia, per sorridere su temi complessi e abbattere i soliti stereotipi.

"Il mio esilio. Shirin Ebadi con Farian Sabahi", esce per la collana digitale Zoom di Feltrinelli. Nel 2003 il Comitato per il Nobel ha scelta Shirin Ebadi "per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e a favore della democrazia". È stata la prima donna iraniana e la prima musulmana a ricevere il Nobel per la Pace. Magistrato, costretta a
lasciare il proprio incarico dopo la rivoluzione degli ayatollah. Una rivoluzione che all'inizio appoggiava, per poi accorgersi (l'8 marzo 1979) di non essere d'accordo con la Costituzione che stava per essere approvata. Giurista, avvocato, scrittrice, è pacifista e battagliera e guarda alla realtà con sguardo lucido e disincantato, ancorata sempre
al principio della legalità e della difesa dei diritti. Una lunga intervista, in cui per la prima volta Shirin Ebadi si sofferma sul proprio esilio.

Farian Sabahi insegna il corso "Middle East. History, Politics and Culture" all'Università Bocconi di Milano, scrive di cultura islamica per il Sole24Ore ed è editorialista di questioni mediorientali per il Corriere della Sera www.fariansabahi.com

Falsità sulla Scuola

Il circolo di Milano dell'UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

  esprime la sua indignazione per l'ipocrisia e la falsità dello slogan lanciato dal Vescovo Scola nella manifestazione di oggi 15/03/2014 in piazza del Duomo per un aggressivo rilancio delle scuole cattoliche: “Liberi di educare per educare alla libertà”.  

 

Questo slogan, del tutto fuorviante, sottende l'idea che la scuola pubblica non possa educare alla libertà, ed enfatizza l'idea che la libertà stia nella possibilità di scelta dei genitori su quale scuola far frequentare ai propri figli, e non piuttosto sull'inalienabile diritto dei figli di conoscere il mondo nelle sue sfaccettature e differenze, imparando, loro sì, a “scegliere”.

 

L'UAAR vuole ricordare a tutti che solo una scuola pluralista, aperta a tutti, e che tuteli la libertà di insegnamento, può educare alla libertà di coscienza, consentendo agli studenti, fin da piccoli, di frequentare e conoscere tutte le culture presenti sul territorio nazionale, potendole confrontare e discutere, sfuggendo alla suggestione di tutti quegli stereotipi che attecchiscono su ciò che non si conosce di persona.

 

Altresì vogliamo ricordare che le scuole cattoliche, che oggi Scola ha chiamato a raduno, non possono in alcun modo rivendicare il nome di “scuola pubblica”, non solo per i meccanismi di finanziamento (che secondo la nostra Costituzione dovrebbero essere rigorosamente privati)

ma anche perché non rispettano nessuno dei pilastri democratici delle scuole statali pubbliche: non tutelano (anzi, avversano) la libertà di insegnamento, selezionano docenti e studenti per “desiderabilità” ideologica oltre che di status, non accolgono i portatori di handicap, impartiscono una educazione monoculturale, mettendosi in competizione con la pluralità e l'accoglienza (dovuta per legge) delle scuole statali pubbliche.

 

Ogni scuola privata (ed è già troppo che venga denominata “paritaria”) nasce in competizione con la scuola pubblica in nome della “libertà di scelta dei genitori”.

Ma ciò significa separare una parte dei futuri cittadini italiani (e per i fondamentalisti cattolici più sono e meglio è) dal resto del tessuto sociale, dal confronto con le differenze, sia tra compagni di scuola che tra insegnanti. Insomma una scuola che vuole imporsi in competizione con la scuola pubblica, non ha altro significato che quello di consentire ai genitori di isolare i propri figli dalla conoscenza del mondo nella sua complessità.

 

Il vescovo Scola gioca con le parole, altera la realtà, confonde il bene con il male, imbroglia i suoi stessi fedeli, portandoli sulla strada dissennata e pericolosissima del separatismo etnico/religioso e dell'odio per chi non è “uniforme”.

 

Non si rende nemmeno conto che tutto questo apre la strada a future rivendicazioni fondamentaliste da parte di qualsiasi altra cultura, a cui basterebbe seguire l'esempio cattolico. Oppure se ne rende conto e ciò che rimpiange sono i secoli in cui l'Europa era insanguinata dalle guerre di religione?

UAAR MILANO

* aggiornamento: non potevamo scrivere di meglio. "Le scuole, per l’appunto, non sono campi di rieducazione e indottrinamento. Sono luoghi PUBBLICI pagati con le tasse di chiunque."

Ottima iniziativa

Segnaliamo che a Varese il giorno 14 Marzo 2014 si terrà un evento interessante:

Ci ha segnalato il dibattito un nostro socio/amico, l'idea sarebbe che qualcuno di noi andasse a sentire, anche per valutare se riusciamo a riproporlo qui a Milano.

 

Lunedi 17 Febbraio

Come programmato lunedi si è svolto l'incontro"Milano città aperta" nella bella sala a Palazzo Isimbardi di corso Monforte, si è parlato della Carta di Milano e dei suoi 10 punti.

Gli interventi delle varie associazioni, compresa l'UAAR MIlano, sono stati interessanti e la presenza di rappresentanti delle istituzioni ha dato più valore al confronto.

Ovviamente come associazione siamo interessati agli sviluppi di questo tema e qui di seguito riporto un estratto dell'intervento della nostra socia Valeria.

"Dopo avere letto con attenzione la Carta di Milano, mi sento di esprimere qui il più caloroso
benvenuto al Forum delle Religioni, che con i dieci punti della sua Carta, entra a far parte di
coloro che, in Italia, si battono per la piena applicazione dell'articolo 3 della Costituzione, che
richiama alla parità dei diritti di tutti i cittadini al di là di qualunque diversa appartenenza o
condizione personale.
E il richiamo al bellissimo e disatteso articolo 3, si legge, chiaro, fin dall'introduzione, nella
Carta di Milano.
Nei primi punti della Carta le religioni che fanno parte del Forum si prefiggono non solo di
rivendicare le loro libertà con spirito di eguaglianza reciproco, ma anche di essere parte attiva
nello scambio con le istituzioni. Fondamentale, secondo me, perchè è proprio nello scambio con
le istituzioni che ci incontriamo e ci confrontiamo tutti.
E' lì, in quello scambio, che si costruisce la “Casa comune
”.

E poi continua:

"Questo significa che il Forum delle Religioni ha dato MOLTA importanza alla neutralità degli spazi
pubblici, perché solo se sono neutrali ognuno può sentirvisi a casa sua, e non “graziosamente
ospite a casa d'altri”, come capita di sentirci all'ombra dei crocefissi.
Allora, se è importante il dialogo reciproco, se è importante la reciproca conoscenza e la
neutralità di luoghi comuni, mi sembra, anche se la Carta non entra nel dettaglio, che non ci si
possa che dirigere che verso la valorizzazione della scuola pubblica come luogo primo e
universale dell'incontro e del dialogo.
Non sono sicura che questo sarà in futuro l'esito cui giungerà il Forum delle Religioni, anche se a
me sembra ben avviato in questa direzione, ma se così sarà potremo dire che le Religioni del
Forum sono riuscite a non cadere in una terribile tentazione:
quella di seguire il cattivo esempio di quei cattolici che vorrebbero sempre più numerose e
sempre più fruibili le scuole confessionali, le quali, per loro stessa natura, separano tra di loro i
futuri cittadini per appartenenza religiosa, impedendo di conoscersi, frequentarsi, capirsi,
confrontarsi, e negando con ciò il diritto fondamentale di una scelta basata sulla conoscenza e
sullo spirito critico.
"

E finisce con:

"Come si può chiedere che le istituzioni e gli spazi pubblici siano neutrali, e nello stesso tempo
raccomandarsi il rispetto per le tradizioni culturali e i simboli religiosi che sono stati e sono
presenti nel paese?
Non avevamo detto che il rispetto dev'essere per TUTTI?
E che dev'essere reciproco?
Sembra quasi, in questa raccomandazione un po' sibillina, apparentemente inutile, che ci sia
qualche timore di infastidire i padroni di casa...
Ma... abbiamo forse dei padroni di casa?
"

Brava Valeria!

Vi aspettiamo Lunedi 3 Febbraio

La prossima cena sociale del circolo si terrà Lunedì 3 Febbraio, presso il ristorante "Il Drago d'Oro", Viale Abruzzi, 48 - cucina sia italiana sia cinese, prezzi modici, buona compagnia! Prenotazioni mandando una mail a milano@uaar.it

E se volete partecipare anche con un contributo per sostenere le attività del circolo è attivo il nostro conto corrente:

Per le donazioni al circolo di Milano ti invitiamo ad utilizzare:

C/C n. 11738789 - intestato a UAAR - Via Ostiense 89 - 00154 Roma
presso IWBank
ABI: 03165, CAB: 01600, CIN: D
IBAN: IT 73 D 03165 01600 000011738789
BBAN: D0316501600000011738789

 

Crescere LiberaMente - dubbi e quesiti per un'educazione non confessionale

Presentazione della tesi di laurea vincitrice del Premio di Laurea UAAR 2013:

CRESCERE LIBERI PENSATORI
Un’esperienza di educazione e genitorialità non confessionale

di Lisa Benzoni

Ovvero riflessioni e metodi per genitori, insegnanti ed educatori che desiderino educare i propri figli o alunni senza alcun ricorso alla religione.

Lunedì 27 gennaio alle 21.15, la nostra sala di via Porpora, 45 ospiterà la giovane autrice della tesi premiata, che ci presenterà il suo lavoro di tesi svolto nel campo delle scienze della formazione, incentrato proprio sull'educazione non confessionale.
Si parlerà dell'educazione dell'uomo libero, dei valori umanisti, degli effetti della laicità sulla socialità, di arte e di scienza!

Una tesi che apre con la citazione di Frederick Douglass: “Educare una persona significa renderla inadatta ad essere uno schiavo”.

Introduzione
Gli argomenti dell’educazione sono interessanti se affrontati all’interno delle aule universitarie, ma diventano vitali se li teniamo presenti per leggere gli avvenimenti nel mondo reale, quello che si apre intorno a noi la mattina sul treno o che discute e dibatte nei tavoli accanto al nostro nei pub alla sera.

Complice una società sempre più multietnica e quindi con prospettive religiose variegate, i temi legati alla laicità hanno assunto nell’ultimo decennio un’importanza
rilevante: se le questioni sono spesso state affrontate da un punto di vista simbolico (si ricorderà, ad esempio, la continua polemica sulla legittima presenza dei crocefissi nelle
aule scolastiche o nei luoghi pubblici), dalla prospettiva educativa il dibattito deve necessariamente assumere delle forme più olistiche, mettendo in tavola argomenti
etici, filosofici e quindi politici.
Quando sentiamo parlare di “radici cristiane dell’Europa” a giustificazione della presenza del simbolo religioso nei nostri edifici, si vuol spesso...

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